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Change – il Cambiamento

Quando inizio a creare un gioiello di solito parto da un disegno in cui cerco di realizzare ciò che in partenza è solo un’intuizione, un’idea di come dar voce all’emozione che voglio raffigurare.

Poi scelgo i materiali da usare, partendo sempre dalla parte centrale del gioiello, quell’elemento che per me diventa il fulcro dove far giocare colori, forme e materiali diversi.

Eh si, perché per me creare un oggetto usando la tecnica del Soutache è una danza con la mia fantasia, un momento di profonda intimità con me stessa in cui do spazio a ciò che sento ed elaboro sensazioni provate.

Non sempre però il risultato che ottengo è quello che davvero avrei voluto creare, sì, magari rispecchia il disegno che ho realizzato, ho usato i materiali che mi sembravano lo rendessero perfetto, ma poi ad opera finita non mi trasmette nulla, ha perso lungo il cammino il potere di emozionarmi: avevo percorso una strada che credevo fosse la mia, ma che in realtà non lo era più.

La collana Change nella sua prima versione

 
Quante volte vi è capitato nella vita di fare una cosa del genere?

Seguire per anni una strada che avevate scelto e costruito con cura, ma che ad un certo punto non avete più sentito essere la vostra?

Mi riferisco per esempio a relazioni che ad un certo punto non sono andate più bene, ma che erano partite con tutto l’entusiasmo possibile.

Oppure carriere lavorative costruite con fatica anno dopo anno, partendo dalla scelta degli studi, ma che poi ad un tratto non abbiamo più sentito nostre, come appartenessero ad un’altra persona, non la persona che siamo oggi.

Allora cosa fare in questo caso?

Quando abbandoniamo una strada conosciuta per quella sconosciuta spesso il primo sentimento che proviamo è il senso di colpa: abbiamo perso tanto tempo a percorrerla, abbiamo investito mezzi economici ed energie per realizzarla bella e stabile, ed ora cosa facciamo?

 L’abbandoniamo per qualcosa di nuovo e soprattutto incerto?

Vi dirò una cosa: tutte le esperienze che facciamo nel nostro percorso di vita, non vanno mai perse, semplicemente divengono la base su cui costruire  nuovi progetti più vicini a quello che sentiamo ora.

Ed ecco come da un risultato iniziale che proprio non mi convinceva, benché mi fossi attenuta ad un percorso che mi sembrava bello, è nata una nuova creazione che ho chiamato Change, proprio per indicare il valore salvifico del Cambiamento.

La fioritura della collana Change

 

Della vecchia collana ho mantenuto il modulo centrale che mi era piaciuto, ma ho cambiato i contorni, ho inserito alcuni elementi di decoro in metallo argentato, ma soprattutto ho voluto che la collana fosse costituita da due parti, una parte fatta con le corde del Soutache che avvolgono le perle e l’altra metà invece fatta di sole perle, proprio per indicare la transizione da una strada vecchia ad una nuova, che non si dissociano l’una dall’altra, ma che anzi insieme si continuano e si impreziosiscono vicendevolmente con la chiusura che è sul davanti, ad abbracciare ed unire le due metà diverse.

Anche il modulo centrale, che ruota intorno ad un cabochon dalla forma di una farfalla in madreperla sintetica, dai colori che virano dall’antracite al viola, è stato scelto per il suo significato metaforico: siamo noi, il bruco che si trasforma in farfalla, la metamorfosi che simboleggia l’evoluzione personale.

Maggiori dettagli sulla collana Change, foto, descrizione e video, li puoi trovare cliccando qui.

Nella mia vita ho cambiato spesso strada.

 Ho cambiato partners: mio marito l’ho incontrato a trentaquattro anni, dopo numerose relazioni sbilanciate e dopo aver deciso che era meglio stare da sola piuttosto che accontentarmi delle briciole d’amore.

Ho cambiato Stato di residenza: sono espatriata in Irlanda per cinque anni insieme a mio marito Alessandro ed a Pelu, la nostra cagnetta (nostro Tutto) che oggi è “Pelu la grigia” con i suoi quattordici anni. Poi un anno fa ci siamo spostati in Svizzera e per ora viviamo qui,  un domani chi lo sa, magari sarà tempo per nuove esperienze ed altri cambiamenti.

Ho cambiato lavoro a quarant’anni: prima facevo la veterinaria, ma quel lavoro che avevo tanto amato e che avevo coltivato con passione sin dai primi anni di università non mi dava più gioia.

Ho deciso, non senza lacrime e sensi di colpa, che a quarantadue anni avevo il dovere di ascoltarmi (quel dovere verso noi stessi lo abbiamo sempre!) e di scegliere una strada che mi rendesse più felice: dedicarmi all’arte ed ho creato il mio brand di gioielli Vesuvio Jewelry .

Tutti questi cambiamenti nel corso degli anni però hanno voluto lunghe pause di riflessione, tempi necessari per raccogliere energie e mettermi in ascolto di me stessa per comprendere verso quale direzione andare.

Hanno voluto anche tanta psicoterapia ed ora anche mindfulness, perché ogni strumento per mettersi in connessione con se stessi è salvifico e dovrebbe essere accessibile a tutti.

Di una cosa comunque sono certa che sarà la costante per la mia vita: il mutamento è sempre stato il sentiero da seguire quando mi sono resa conto che non ero soddisfatta e serena di quello che avevo.

Il Cambiamento non è mai stato semplice, non è mai stato privo di lacrime ed ansia, ma mi ha regalato anche gioia, meraviglia e stupore.

Non posso immaginarmi ferma, se non da morta.

E tu, sei pront* a scegliere il Cambiamento?

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